Vardhal
Il Respiro
Il primogenito. Raccolse l'ultimo respiro del padre, e quel respiro gelò il Nord per sempre.
Oggi: Hrimvald, i clan del gelo.
Ciò che si narra nelle sale, nei templi e nelle taverne
Questo è ciò che ogni abitante di Elosia sa del mondo. Non è tutto ciò che è vero.
Prima del mondo c'era solo il mare. Un mare senza fondo e senza riva, nero come il cielo prima dell'alba. E in quel mare, solo, c'era Elos.
Elos non aveva terra su cui posare i piedi. Allora affondò le mani negli abissi e strappò la terra dal fondo, zolla dopo zolla, finché dalle acque si levarono monti, pianure e isole. Fu così che nacque Elosia: plasmata dalle mani di un dio.
Ma un mondo vuoto è solo una tomba più grande. E così Elos generò sei figli, uno per ogni cosa che amava di sé: il respiro, il cuore, il sangue, lo sguardo, le mani e la voce.
Per secoli i figli vissero accanto al padre, e il mondo fu un solo regno senza confini. Non c'erano corone, né stendardi, né guerre. C'erano soltanto un dio e i suoi sei figli, e la terra che aveva strappato al mare per loro.
Il Respiro
Il primogenito. Raccolse l'ultimo respiro del padre, e quel respiro gelò il Nord per sempre.
Oggi: Hrimvald, i clan del gelo.
Il Cuore
Raccolse il cuore ancora ardente del padre. Non ha mai smesso di battere: il vulcano è quel battito.
Oggi: Braciamonte, l'isola delle forge.
Il Sangue
Raccolse il sangue del padre, che seccandosi al sole tinse di rosso le montagne del sud.
Oggi: la Marca Vermiglia.
Lo Sguardo
Raccolse la testa del padre sulla vetta più alta. Da lì gli occhi di Elos vedono ancora il mondo.
Oggi: Veridia, la teocrazia degli Occhi.
Le Mani
Raccolse le mani che avevano plasmato il mondo. Dove caddero, la terra divenne la più fertile di tutte.
Oggi: un reame caduto, terre di nessuno.
La Voce
Raccolse la voce del padre. Dove cadde nacquero alberi rossi, il cui fruscio ripete le sue parole.
Oggi: una lega scomparsa in una notte.
Poi Elos morì. Il suo corpo si spezzò come un vaso d'argilla, e le sue parti piovvero sulla terra. Dove caddero, il mondo cambiò per sempre.
Il respiro gelò il Nord, e da allora il vento non ha più smesso di soffiare. Il cuore precipitò in mare e divenne un vulcano, che ancora oggi batte. Il sangue si seccò al sole e tinse di rosso le montagne del sud. La testa si posò sulla vetta più alta, da dove gli occhi di Elos guardano ancora il mondo, e le sue lacrime fecero nascere i ciliegi rosa. Dove caddero le mani, la terra divenne la più fertile di tutte. Dove cadde la voce, crebbero alberi rossi che ancora sussurrano.
Ogni figlio raccolse la propria parte, e nelle sue mani quella parte divenne un'arma: le sei reliquie. Attorno al luogo della caduta, ognuno fondò la propria stirpe.
Le parti cadute, però, erano sette. Le Ossa non divennero un'arma: divennero il deserto bianco. O almeno, così si racconta.
Nessuno sa con certezza come morì un dio. Ogni regno racconta la sua storia, e ogni storia serve a qualcuno.
Si racconta nel Nord
«Elos morì di vecchiaia. Si lasciò andare con un ultimo respiro, e quel respiro siamo noi. Nessuno ha colpa.»
Si racconta sotto il vulcano
«Elos fu tradito da uno dei suoi figli: dalla Voce. La sua stirpe è sparita da secoli, e non può più difendersi.»
Si racconta nella Marca
«Elos cadde in battaglia contro qualcosa venuto da fuori. Il suo sangue fu versato per proteggere i figli.»
Si racconta a Veridia
«Noi conosciamo la verità.» Ma la custodiscono negli archivi, chiusi a tutti.
Il tuo personaggio crede alla versione del suo regno. Almeno finché non scopre qualcosa che la smentisce.
La storia di Elosia si divide in cinque età. Voi vivete nell'ultima.
Elos muore e i sei figli fondano i loro regni. Sono ancora fratelli, e ogni anno si ritrovano sulla Tomba del padre.
I sei governano a lungo. Nascono le prime leggi, le prime città, e le prime offese tra fratelli. Nessuna verrà mai perdonata.
Morti i figli, i loro discendenti combattono la prima guerra per le reliquie. Mansuerra, il Reame delle Mani, viene messa a ferro e fuoco e non si rialza più: la sua reliquia sparisce nel caos. La guerra finisce con il Patto della Tomba.
Secoli di pace incerta. In una sola notte la Lega delle Fronde Rosse, il popolo della Voce, svuota le sue città e scompare insieme alla sua reliquia. Nessuno sa dove sia andata. Molto si dimentica, le stirpi si mescolano, le leggende diventano favole.
Restano quattro regni e quattro reliquie. Il Patto è vecchio, e molti non lo rispettano più. Nelle taverne si torna a parlare della Ricomposizione, e delle due reliquie che qualcuno, da qualche parte, potrebbe ritrovare.
Quando la prima guerra finì, i sopravvissuti salirono sulla Tomba di Elos e giurarono: le reliquie non si distruggono, e ogni regno custodisce solo la propria. Da quel giuramento nacquero le leggi che ancora oggi tutti i regni dicono di rispettare.
Ogni sovrano deve mostrare la reliquia del suo regno il giorno dell'incoronazione. Un re incoronato senza reliquia non è legittimo agli occhi degli altri regni.
Un regno che perde la propria reliquia cade nella Vergogna. I trattati firmati con lui non valgono più finché non la recupera.
Sulla Tomba di Elos non si combatte. Lì si firmano le paci, si dichiarano le guerre e si porta il tributo.
Ogni settimana ogni regno porta un'offerta alla Tomba, in proporzione ai suoi abitanti e alle sue province. Chi non paga cade in disgrazia davanti a Elos, e gli altri regni possono attaccarlo senza violare il Patto.
I boschi di ciliegi sono le lacrime degli Occhi di Elos. Lì non si combatte, non si costruisce, non si abbattono alberi, e nessun regno può rivendicarli.
Su Elosia si vive una volta sola. Chi muore diventa uno spirito: vaga, guarda, ma non può toccare nulla né parlare con i vivi. Il suo corpo resta dove è caduto, con tutto ciò che portava.
Esiste un solo modo per tornare indietro. I boschi di ciliegi sono le lacrime che gli occhi di Elos versarono sul mondo, e soltanto lì la morte può essere sciolta. Se un vivo posa una Lacrima di Elos sui petali rosa, accanto allo spirito, la lacrima si consuma e il caduto ritorna, debole e affamato, ma vivo.
Le Lacrime non si fabbricano. Le raccolgono i Custodi dei boschi sacri, e ogni settimana il Sommo Veggente ne consegna una alla cerimonia della Tomba, al regno che ha offerto il tributo più alto. Si possono donare, vendere, rubare. Una lacrima riporta indietro un solo caduto.
Se nessuno lo riporta indietro, il caduto è perduto per sempre.
Un tempo i regni erano sei. Due non esistono più. Ma le loro terre, e le loro reliquie, aspettano ancora qualcuno.
Il Reame delle Mani
Il figlio Maren raccolse le mani che avevano plasmato il mondo, e dove caddero la terra divenne la più fertile di Elosia. Nell'Età del Sangue il suo reame fu devastato e non si rialzò più.
Nessun regno ammette di averlo distrutto. Oggi le sue isole verdi a sud-ovest, le Terre delle Mani, sono terra di nessuno: le più ricche di Elosia, e le più contese.
Il popolo della Voce
La figlia Lysa raccolse la voce del padre, e dove cadde nacquero gli alberi rossi, il cui fruscio ripete frammenti delle sue parole. Il suo popolo era una lega di città di mercanti e navigatori.
Nell'Età dell'Oblio, in una sola notte, le città furono svuotate e la Lega scomparve con la sua reliquia. L'Arcipelago Rosso è rimasto deserto, ma chi ci passa la notte giura di sentire le foglie parlare.
Nelle taverne di Elosia circolano storie che nessun sovrano conferma. Forse sono favole. Forse no.
Si dice che se le sei reliquie tornassero nelle mani di una sola stirpe, Elos rinascerebbe. Nessuno sa se sarebbe una benedizione o la fine del mondo. Oggi i regni ne custodiscono quattro: chi trovasse una delle due perdute ne avrebbe due.
C'è chi dice che la reliquia di Mansuerra non sia mai uscita dalle Terre delle Mani, sepolta con l'ultimo re. Altri dicono che chi distrusse il reame la portò via.
I pescatori raccontano che le foglie dell'Arcipelago Rosso, nelle notti senza vento, sussurrano dove la Lega l'ha nascosta. Nessuno è mai riuscito a capire le parole.
Una setta segreta che vorrebbe riunire le reliquie. Si dice che abbia membri in ogni regno, perfino alle corti.
Esuli, banditi e mercenari che non giurano fedeltà a nessuno. Vivono sulle isolette sparse e combattono per chi paga.
Sulle Isole del Settimo, a nord-ovest, vive una gente che dice di discendere da un figlio di Elos cancellato da tutte le storie. Nessuno li prende sul serio. Per ora.
C'è chi giura che anche le Ossa di Elos siano diventate un'arma, e che giaccia ancora sepolta sotto la sabbia bianca del deserto.